“I CAENASSI” DI ROBERTO NEROSI

ROBERTO NEROSIAbbiamo raggiunto Roberto Nerosi creatore del gruppo ciclo storico dei “Caenassi” che parteciperà a questa edizione della “Fiera Spinea” , gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscere la mission del gruppo e gli obbiettivi.

Ciao Roberto, cosa ti ha spinto a creare il gruppo dei “Caenassi”?

Il nome “Caenassi” deriva da catene, cioè chi usava le catene era il galeotto e quindi la parte più misera della società. Esistono oggi ancora mestieri in bicicletta fatti da persone misere che la nostra società “disprezza”, tipo di indiani che mettono giù i depliant, poi marocchini che vendono le scope in bicicletta…. tra 30 anni forse diventeranno anche loro “cult” degli antichi mestieri in bicicletta.

La cosa è nata in maniera spontanea e intuitiva, mi ero accorto di avere delle biciclette vecchie in magazzino e secondo me così non servivano a nulla,  allora volevo trovare un modo per utilizzarle e anche condividerle con altre persone. Abbiamo fatto una prima sfilata riunendo un gruppo di amici storici, la cosa è apparsa subito interessante e simpatica al pubblico così da avere ulteriori inviti. Nel frattempo anche il gruppo di amici si è innamorato di questa iniziativa e sono nati così “I Caenassi”, gruppo ciclo storico che cerca di diffondere la cultura degli antichi mestieri in bicicletta, ma anche di aggiungerci la goliardia che tra amici c’è sempre stata.

Il momento storico che interpretiamo noi è in corrispondenza della fine dei due dopoguerra, momenti di vera povertà in cui le persone dovevano ingegnarsi in qualsiasi maniera pur di portare a casa un pezzo di pane, nacquero così circa 165 mestieri ambulanti che rimasero fino agli anni ’60, momento in cui sorsero i motori a scoppio facendo tramontare l’uso della bicicletta.

Perché pensi che sia così importante diffondere la cultura degli oggetti d’epoca?

A livello storico pochissima gente sa che esistevano dei mestieri fatti in bicicletta, gli arrotini arrivavano dalla Val di Resia, gli spazzacamini dalla montagna Gosaldo, gli stagnini dal Cadore e Val Comelico, i rivenditori di mestoli e le sarte dal Friuli,  il viaggio durava tutta l’estate ma anche anni e spesso a seguito dei mestieranti c’erano anche i bambini. Il solo immaginare che lo spazzacamino si portava via un bambino di 8 anni per poterlo introdurre nella canna fumaria vista che era piccolo, oppure “el caregheta” che si faceva accompagnare da un bambino di 6 o 8 anni per promuovere la sua attività, questo fa pensare a come è cambiata la società in soli 50 anni.  Ecco perché è importante non dimenticare da dove proveniamo!

IMG-20160727-WA0159Quali sono gli obbiettivi del gruppo e cosa secondo te sarebbe necessario per accrescere l’interesse delle persone?

Ci siamo appena costituiti come associazione culturale e naturalmente gli obbiettivi sono di mantenere sempre  una bella armonia tra i componenti del gruppo, e di poter continuare a diffondere la cultura e la conoscenza degli antichi mestieri in bicicletta. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di poter creare un museo permanente nella provincia di Venezia visto che in terraferma non ne esiste nessuno, a questo proposto colgo l’occasione per lanciare un messaggio sia a chi fa politica ma anche ai privati, affinchè si creassero le condizione per concretizzare questo ambizioso progetto. A Spinea ad esempio abbiamo molte ville storiche, un’ idea sarebbe che qualcuna di queste forse potesse diventare la location ideale per un museo itinerante, sarebbe straordinario riuscire a portarci i bambini delle scuole non solo della nostra città, ma anche dei paesi limitrofi.

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