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Storia

Storia di Spinea

Si ritiene che i primi insediamenti umani presso Spinea possano risalire alla Preistoria. La cittadina è, infatti, ricca di risorse idriche che hanno permesso la proliferazione di stanziamenti lungo tutto il suo territorio.

Spinea è altresì ben conosciuta nell’epoca romana, il fiume Muson rappresentava, infatti, il confine tra Padova e Altino. Tipicamento Romana è, inoltre, la disposizione delle strada, cosiddetta a spina di pesce.

L’era romana

I Romani, conquistata Altino, decisero che molti dei territori limitrofi, tra cui quelli in cui sorge attualmente Spinea, dovevano essere destinati all’agricoltura. Questi ultimi vennero poi destinati agli ex legionari o ai coloni della zona.

Come si è detto il fiume Muson rappresentava il confine tra i territori centuriati di Padova (Patavini)  e quelli di Altino (Altinate). Tale delimitazione è poi stata ridefinita quando sono state centuriate le zone di Treviso e Mestre.

Le caratteristiche della centuriazioni sono attualmente individuabili nelle vie Luneo, Asseggiano, Frassinelli e Rossignago.

Si ritiene che Spinea Crea o, più semplicemente, Crea, rappresentasse uno dei principali scali di merci nella zona, proprio grazie alla vicinanza con il fiume Muson. Il corso d’acqua, inoltre, veniva utilizzato per l’estrazione dell’argilla utilizzata per la creazione della ceramiche e per tutte le esigenza di natura edilizia. Tali affermazioni vengono confermate dai numerosi ritrovamenti di frammenti di tegole, cotti, anfore e cotti.

L’arrivo dei Barbari

Spinea fu invasa nel V secolo dai barbari, la popolazione fu costretta a riparare verso la laguna e le cittadine dell’entroterra Veneziano si spopolarano e subirono una forte decadenza. Gli stessi campi, privi di chi se ne occupasse, diventarono luoghi paludosi o piccoli boschi. Ma la gran parte del territorio divenne incolto e lasciato a sé stesso.
Alle scorribande degli Unni nel 452 d.C. successero quelle degli Ostrogoti e, quindi, quelle dei Longobardi. In seguito il potere di amministrazione della zona di Spinea fu detenuto dai Franchi.

Feudalesimo e l’epoca dei comuni e delle Signorie

Spinea, dopo il Mille, vede la rifioritura di alcuni suoi centri quali Rossignago, Orgnano e Zigaraga.
Prolificano le attività ecclesiastiche nel convento di S. Ilario e nella Chiesa di Santa Maria.

 In questa epoca tutta il territorio di Mestre dipende dal Vescovato di Treviso. Ciascun singolo villaggio viene denominato “Regola”, la cui gestione viene affidata alla Meriga e cioè a colui che, sorteggiato dall’assemblea dei capofamiglia, ha il compito di occuparsi di tutte le questioni fiscali, amministrative e di pubblico ordine.

Regole a Spinea sono i centri principali della cittadina: Orgnano, Crea, Zigaraga, ecc..

L’era della Serenissima

Al Comune di Treviso succede, poi, la Repubblica di Venezia. Nel 1340 circa si colloca la sparizione delle Regole in favore delle “Podesterie”. Tutta la zona di Spinea viene associata alla Podesteria di Mestre. Il territorio, a quel tempo, viene tuttavia più volte devastato durante la “Guerra di Chioggia”, che vede opposti Venezia alla lega composta dal Re di Ungheria, Francesco da Carrara, donominatore di Padova, il Duca D’Austria, il Patriarca di Aquileia e i Genovesi.
La vittora di Venezia segna per Spinea un’era di pace e solidità tale sino al periodo della conquista Napoleonica.
In tutta Spinea sorgono case padronali e aziende agricole e assume fondamentale importanza l’attuale Via Miranese che congiunge Mestre a Mirano con le sue ville di proprietà dei nobili Veneziani, alcune delle quali ancora esistenti.

Mutazioni del territorio

Spinea, durante il secolo XV, vede numerosi interventi di deviazione e assestamento del corso dei fiumi a causa degli innumerevoli fenomeni di interramento determinatisi nel corso degli anni.
In particolare vengono divisi il fiume Muson dal torrente Muson, il primo subisce una deviazione verso il Brenta, nei pressi di Vigodarzere. Il territorio circostante viene bonificato eliminando paludi e zone incolte. Del vecchio Muson rimane il Rio Cimetto che da Salzano giunge a Mestre unendosi al Marzenego.

Il Regno di Italia

Con la Rivoluzione Francese la Serenissima Repubblica di Venezia perde la sua egemonia su Spinea. Nascono, quindi, nuove forme di conduzione del territorio: le Municipalità, la cui gestione viene assegnata a Padova (Dipartimento del Brenta). Come gli altri territori della zona viene prima ceduta all’Austria, poi alla Francia e quindi annessa al Regno di Italia nel Cantone di Mestre nel 1866.

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